TRIATHLON SPRINT TRIESTE 26.04.2009 Pool Sport Trieste

TRIATHLON SPRINT TRIESTE 26.04.2009  Pool Sport Trieste

Pool Sport Trieste Associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro.

La gara di casa è un qualcosa di veramente emozionante. Quest''anno è coincisa con il debutto stagionale nel triathlon e personalmente il pensiero fisso nei giorni prima della gara è stato quello di far bene, meglio che si può! Ho ripassato tutto tante volte nella mia mente, dalla partenza nella piscina dove mi alleno tutto l''anno, alla bici con il muro da fare quattro volte ed a tutto il resto del percorso dove spero di trovare un buon gruppo, magari come quello dello scorso anno con gli amici triatleti di Gorizia; poi la corsa, il mio tallone d''Achille e le transizioni che non ho mai provato quest''anno (errore!). Decido di gareggiare senza crono per avere meno distrazioni possibile e scelgo il body Pool Sport senza i colori sociali (ritenendolo più performante e provocando le ire del Presidente!). Il giorno della gara è ormai una cadenza di ritualità quasi scontate, ma sempre bellissime. Dai preparativi minuziosi, al ritrovo con i compagni di squadra, con gli altri triatleti e le relative chiacchere, lo studio delle batterie di partenza e le congetture di tutto ciò che ne potrebbe scaturire, il riscaldamento, lo stretching, la spunta.... e poi?http://centroparcovenara.it/it/Stile+di+vita/TRIATHLON+SPRINT+TRIESTE+26042009++Pool+Sport+Trieste.html

Faccio il mio solito errore, il primo 100 di nuoto in 1:13 ed il secondo in 1:15, poi mi assesto su un passo normale (ma in corsia con me c''era Csaba Kuttor!) che mi consente di prendere il vantaggio sui miei diretti compagni di gara da amministrare nelle altre due frazioni (...e di doppiare in vasca l''amico Giancarlo!).bliss hair recensioni

Prima transizione un po'' arruginita, ma sono in bici con Grassi e Baracani di Gorizia, fortissimi e come al solito faccio tanta fatica per cercare di non farmeli scappare. In corsa nemmeno li vedo partire, anche qui pago una transizione pessima e dopo un primo giro con le gambe di legno ho l''impressione di correre quanto meno dignitosamente. Il responso del cronometro rende onore al lavoro che ho svolto durante l''inverno, 1:36 più veloce dello scorso anno ed un secondo posto di categoria. Ma se guardo sotto il mio nome nella classifica vedo triatleti che mai avrei pensato potessero arrivare dopo di me.princess hair

Bella la sfida del tutto personale tra me e Andrea Marino, per giunta nella stessa categoria: per un attimo credevo di rivedere il film dello scoro anno quando prima dell''ultima salita di corsa mi ha superato come un treno.

Stavolta non ce l''ha fatta, ha prevalso il mio nuoto sulla sua corsa!

Trieste, 26 aprile, 1° triathlon della stagione … lo affronto con tutta tranquillità, conscio che alcuni acciacchi che mi tormentano da un paio di mesi non mi hanno consentito di prepararmi come avrei voluto. La giornata è un po’ freddina per i miei gusti, ma siamo triathleti e nulla ci può fermare.

In piscina, pochi istanti prima di entrare in acqua, un giudice ci dice che in una corsia ci sono solo due atleti e che se volevamo spostarci potevamo farlo. Io e Luigi approfittiamo e ci spostiamo … solo troppo tardi ci accorgiamo che quei due erano Csaba e Bajai praticamente due aliscafi targati Ungheria che sono usciti dall’acqua quando a me mancavano ancora 200 m, certo il nuoto non è la mia frazione migliore però farsi doppiare due volte non è il massimo. Comunque, una volta in sella ritrovo la carica agonistica, raggiungo altri e compattiamo un gruppetto abbastanza decente, quasi tutti si danno da fare per raggiungere l’obiettivo comune: scendere dalla bici il prima possibile.

La zona cambio piuttosto stretta, complica un po’ le cose al momento di lasciare le specialissime ma tra urti e spintoni partiamo per la corsa. Alcuni compagni di fatica sui pedali si involano subito, altri rimangono indietro… anche qui cerco di spingere per quello che il mio tendine d’achille logoro mi consente e porto a casa una corsa dignitosa.

In definitiva qualche rammarico per la frazione natatoria ma sensazioni positive per il resto, quindi va bene: si può solo migliorare."

Come prima gara dell''anno sono abbastanza contenta. 12a in una gara in cui ci sono molte ragazze di ottimo livello è un buon inizio di stagione.

Oltre ai problemi fisici che mi hanno tenuta lontana dalla corsa nell''ultimo mese, c''è stato qualche piccolo imprevisto dell''ultimo momento: lo strap della scarpa non faceva più tenuta e quindi mi sono trovata impossibilitata a usare scarpe ed elastici, così ho dovuto ripiegare sulle scarpe da allenamento con mille strap e cinghiette, scomode da infilare al volo!

A parte queste piccole cose, ho avuto l''onore di essere in corsia con Daniela Chmet (se fossi stata in un''altra vasca, avrei forse potuto usufruire di un minimo di scia, ma lei è su un altro pianeta!), sono uscita dall''acqua in 13'' che è quello che mi aspettavo; in bici sono riuscita ad aggregarmi a due ragazze di Gorizia e ho approfittato per riposarmi stando in scia e sperando poi di correre dignitosamente. Mi mancava infatti tutta la preparazione di corsa dell''ultimo mese, e non mi aspettavo granchè, ma ora i dolori alla gamba stanno passando e infatti ieri ho corso per la prima volta senza alcun fastidio, riuscendo anzi a spingere sempre bene. Alla fine ho fatto il 4° tempo nella frazione a piedi: la cosa mi ha resa particolarmente felice e mi sta dando carica per riprendere ad allenarmi bene."

"Sinceramente mi sono un po ricreduto sulla convinzione che Trieste sia una gara pericolosa, pero'' partendo per ultimo (per fortuna vostra) ho notato ancora di piu'' l''indifferenza e la non sportivita'' dei triestini.

In quattro giri bici in centro citta'' non ho sentito un incitamento, deserto totale, sia in strada che sui marciapiedi.

Forse se indossavo la maglia della triestina calcio qualche applauso anche me lo prendevo."

"Come al solito da un pò di tempo a questa parte le mie sensazioni e condizioni fisiche non sono propio "eccellenti", e automaticamente le gare vanno di conseguenza! Dunque veniamo alla gara: come sempre mi ritrovo con i miei soliti amici di viaggio (Luigi e Giulia). Al ritrovo la mia idea è di partire e vedere durante la gara se continuare o meno. Già durante il riscaldamento mi sentivo stanco, "incominciamo bene!". All''ingresso in piscina, vedendo tutti gli atleti mi sono sentito meglio, non sò perchè, forse parlando un pò in giro ho constatato che "tanti" sono nella mia situazione, in fase di recupero. Alla partenza ho raccolto tutte le forze e via, tirando i primi 100 metri, poi mi sono stabilizzato notando che quelli dietro non riuscivano a stae in scia. Sono uscito dall''acqua "stralunato", non riuscivo nemmeno a correre diritto. In zona cambio ho visto Giancarlo Bravin e gli ho detto di non scappare via cosi mi sono accodato a lui, fatti un centinaio di metri mi sono accorto di stare con un gruppo di amici, quelli degli allenamenti del sabato e della domenica!Ho provato una certa felicità nel condividere per l''ennesima volta le mie fatiche con loro! Stringendo i denti faccio il primo giro dei quattro, per me sempre il più duro Ad un tratto nel gruppo si crea un "buco" e Giancarlo con altri tre atleti scappano via, restiamo in tre a darci i cambi regolari. Al terzo giro si forma un gruppo di 7-8 persone e le cose sembrano migliorare, ma verso la fine del giro inizio a sentire delle fitte al polpaccio. Continuo e finisco la frazione già sapendo che al cambio l''avrei pagata! Infatti dopo un paio di metri di corsa mi prende di nuovo il "crampo", ho continuato a correre cercando di limitare il dolore, non con poche difficoltà; calcolando che al momento la corsa è il mio punto debole(l''ultima corsa risale ad una settimana prima!)e che pensavo di non riuscire nemmeno a correre visti i dolori post-vivicittà, posso ritenermi soddisfatto del mio risultato anche se ho peggiorato il tempo finale! Diciamo che poteva andare peggio!"

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